Il design senza tempo di Gio Ponti: dal nuovo museo di Milano alle maioliche d’autore di Francesco De Maio
L’ADI Design Museum di Milano, punto di riferimento internazionale per la cultura del progetto italiano, si prepara a inaugurare una nuova stagione dedicata all’eredità di Gio Ponti. Il progetto di ampliamento del museo prevede infatti la realizzazione di uno spazio di circa 700 metri quadrati interamente dedicato all’architetto milanese, fondatore dell’Associazione per il Disegno Industriale e ideatore del Premio Compasso d’Oro, il più prestigioso riconoscimento italiano per il design industriale.

Tutte le novità di un mito senza tempo
Il nuovo intervento nasce dalla collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro e rappresenta molto più di un semplice ampliamento museale.
L’iniziativa è tornata al centro del dibattito il 1° luglio 2026 all’ADI Design Museum di Milano durante il Seminario Gio Ponti, un’occasione di approfondimento dedicata alla definizione dell’impianto scientifico e delle future attività del nuovo Spazio Ponti.
Ad aprire i lavori sono stati Luciano Galimberti, presidente ADI, Andrea Cancellato, direttore dell’ADI Design Museum, e Fulvio Irace, curatore scientifico dell’iniziativa. L’incontro ha ribadito la volontà di dare vita a un luogo che superi la sola funzione espositiva, diventando un centro aperto alla ricerca, alla produzione culturale e al confronto tra istituzioni, imprese, architetti e designer. Accessibile e gratuito, il futuro Spazio Ponti favorirà la partecipazione e lo scambio di idee, in continuità con la visione del maestro milanese.
La decisione di dedicare un’intera sezione del museo a Gio Ponti conferma quanto il suo pensiero sia ancora attuale. Per lui la progettazione non coincideva soltanto con la forma, ma con un modo di interpretare la vita quotidiana attraverso bellezza, innovazione e una relazione armonica tra manifattura, arte e produzione industriale. Una lezione che continua a ispirare architetti, designer e imprese nella ricerca di un linguaggio autenticamente italiano.
La collezione Blu Ponti di Francesco De Maio da Lozzi
A Roma si custodisce l’eredità del design italiano
Mentre Milano si prepara ad aprire un nuovo capitolo dedicato al maestro milanese, a Roma questa eredità progettuale può essere vissuta quotidianamente all’interno dello showroom Lozzi.
Da sempre, infatti, Lozzi seleziona materiali e collezioni capaci di attraversare il tempo, anticipando tendenze e sensibilità riconosciute e valorizzate dalle principali istituzioni del design italiano. Una visione della distribuzione che non si limita alla fornitura di prodotti, ma interpreta il progetto come incontro tra cultura del design, ricerca e qualità manifatturiera.
Per questo motivo, lo showroom ospita stabilmente alcune delle più significative collezioni di Ceramica Francesco De Maio, tra cui l’iconica Blu Ponti: una presenza che permette ad architetti, interior designer e progettisti di confrontarsi direttamente con materiali che appartengono alla storia del design italiano e che continuano a dialogare con l’architettura e l’interior design contemporanei.
Forme geometriche, stelle, foglie, lune e motivi naturalistici compongono un patrimonio decorativo che Ceramica Francesco De Maio custodisce e tramanda attraverso una produzione fedele agli originali. L’azienda è infatti licenziataria esclusiva mondiale degli Eredi Ponti per la riproduzione dei 33 storici decori realizzati per l’Hotel Parco dei Principi di Sorrento, mantenendo inalterati smalti, cromie, spessori e tecniche esecutive degli anni Sessanta.
Non si tratta di una semplice riedizione industriale: ogni maiolica viene ancora oggi decorata a mano secondo l’antica tradizione vietrese, mantenendo vivo un patrimonio di tecniche e saperi che continua a distinguere la ceramica della Costiera Amalfitana nel panorama internazionale.
Accanto a Blu Ponti, Ceramica Francesco De Maio continua a sviluppare un percorso di ricerca che comprende collaborazioni con grandi protagonisti della cultura progettuale contemporanea, confermando la volontà di mantenere viva la relazione tra memoria, innovazione e manifattura d’eccellenza.

Il sogno bianco e blu per l’Hotel Parco dei Principi
Tutto ha inizio tra il 1960 e il 1962, quando Gio Ponti progetta i trentatré celebri decori in bianco e blu destinati alla hall e alle cento camere dell’Hotel Parco dei Principi di Sorrento, considerato da molti il primo vero design hotel al mondo. I colori del cielo e del mare diventano materia progettuale e si trasformano in un sistema di superfici capaci di costruire un’esperienza immersiva e irripetibile.
Il rapporto di Ponti con Sorrento nasce dalla volontà di integrare un’architettura profondamente moderna con il paesaggio della rupe affacciata sul Golfo di Napoli. Come egli stesso desiderava, l’edificio doveva essere “azzurro e bianco fuori, bianco e azzurro dentro”, in una continuità ideale tra costruzione e natura.

Ponti disegna ogni elemento del progetto: arredi, dettagli, finiture e naturalmente le maioliche. I trentatré decori geometrici e naturalistici vengono concepiti come un vero sistema combinatorio. Ogni modulo può dialogare con gli altri generando infinite configurazioni, così da evitare qualsiasi ripetizione e trasformare ogni ambiente in un’esperienza unica.
È proprio questa capacità di coniugare rigore matematico, libertà compositiva e sensibilità artigianale ad aver reso le maioliche Blu Ponti un’icona internazionale del design italiano.
Oggi gli architetti e i progettisti romani possono confrontarsi con questa eredità direttamente da Lozzi, osservando dal vivo i materiali, combinando i pattern originali, consultando i cataloghi ufficiali e lasciandosi ispirare dalle card progettuali della collezione.
Visitare lo showroom significa poter toccare con mano una delle espressioni più autentiche del design italiano, esplorando materiali, superfici e combinazioni che continuano a ispirare il lavoro di architetti e progettisti.
Sessant’anni dopo, il linguaggio di Gio Ponti continua a parlare al presente e a suggerire nuove possibilità per l’architettura contemporanea.




