Progetto Clitunno a Roma: da spazio frammentato a loft newyorkese

 In Design

Firmata dallo studio Free Space Factory, la trasformazione di questo classico appartamento anni ’60 ne reinterpreta la struttura originale, dando vita a un loft contemporaneo dominato dall’equilibrio tra materiali differenti e ambienti aperti.

Nel quartiere Furio Camillo, “Clitunno” nasce come un loft con struttura industriale in cemento intrecciata alla morbidezza del legno ai riflessi vibranti della ceramica, in un dialogo costante tra memoria e modernità.

Lo studio Free Space Factory, fondato dagli Architetti Flavia Rosano e Laura Gramaccini, ha ripensato gli ambienti a partire dalla fusione di diversi linguaggi per creare uno spazio sartoriale nel quale i contrasti non svolgono una funzione puramente decorativa, ma guidano il passaggio dall’open space dell’ingresso agli spazi più raccolti delle camere e dei bagni.

Da palazzina anni ’60 a spazio aperto per la convivialità 

Prima dell’intervento, l’appartamento presentava la classica distribuzione originale, organizzata attorno a un lungo corridoio che separava e serviva stanze di piccole dimensioni (cucina, salone, sala da pranzo, camere e bagni), limitando la fruibilità degli ambienti e ostacolando la diffusione della luce naturale.

La principale sfida progettuale è consistita nel far dialogare l’ispirazione industriale, tipica dei loft newyorkesi, con il contesto residenziale romano e con un arredamento di gusto vintage e alternativo, rispondendo alle esigenze di una giovane coppia con un vissuto condiviso tra la Svizzera, Milano, Firenze e Roma.

Lo studio Free Space Factory ha scelto di sfruttare la struttura originaria a travi e pilastri emersa chiaramente nel sopralluogo, liberando la pianta dai tramezzi per ripensare radicalmente la distribuzione. Da questa trasformazione è nato un ampio open space orientato alla convivialità e alla commistione di funzioni: uno spazio fluido concepito per accogliere diverse attività quotidiane, come cucinare in compagnia mentre si sorseggia un calice di vino.

Un loft newyorkese dal sapore vintage 

L’appartamento apparteneva originariamente ai nonni del committente: il desiderio di riproporre qualche dettaglio in ricordo della casa d’infanzia ha guidato la scelta di recuperare e riutilizzare alcuni lampadari vintage, affiancandoli ad altri selezionati in stile per conferire un’ulteriore linea stilistica spiccatamente personale. Il desiderio espresso era infatti quello di un’abitazione capace di conciliare sensibilità e gusti provenienti da diverse realtà europee.

Lo studio ha individuato nello stile industriale urbano la matrice ideale, interpretandolo non come una rigida sovrastruttura, ma come un campo di dialogo tra elementi opposti. La zona giorno si configura come uno spazio aperto dove la direzione viene data dalla struttura grezza in cemento, che domina lo spazio e lo sguardo; è forte il contrasto con la libreria in castagno a tutta parete e il parquet a spina italiana, scelti per ammorbidire l’atmosfera industriale con la loro naturale matericità.

A spezzare la rigidità di questo ruvido charme da fabbrica entra inoltre energeticamente il colore, che caratterizza la zona notte con la pittura color ottanio sulla parete retro letto e definisce i bagni attraverso superfici ceramiche brillanti e ricche di riflessi.

La materia come elemento di contrasto 

I materiali e la luce giocano un ruolo fondamentale nella definizione dell’identità dell’appartamento. Il contesto urbano di Furio Camillo, caratterizzato da palazzine romane degli anni ’60 con facciata a cortina di laterizio, ha condizionato direttamente le scelte architettoniche: da qui la decisione di utilizzare un elegante parquet prefinito in rovere spazzolato e microbisellato di Expo-parquet, posato a spina italiana al posto delle classiche doghe di grande formato tipiche dei loft internazionali, e di legare la scelta del legno degli arredi ai toni caldi della facciata. Vista la presenza di numerose finestre e di un ampio terrazzo che circonda la casa, era fondamentale dialogare con l’esterno e non considerare l’appartamento come un mondo a sé stante.

Nel salone, la struttura in cemento grezzo viene protetta da una resina trasparente antipolvere e valorizzata dall’incontro con le essenze di legno a terra, le falegnamerie su misura in castagno e i dettagli in granito Nero Africa.

Nei bagni, il progetto vira con decisione verso la meraviglia visiva: trattati come piccole bomboniere colorate, questi ambienti nascono per stupire l’occhio ormai abituato ai toni caldi e opachi del soggiorno. Per la scelta dei rivestimenti, lo studio Free Space Factory si è confrontato con Lozzi, individuando nelle collezioni ceramiche di Quintessenza le soluzioni ideali per spezzare la ruvidità e la rigidità del cemento opaco e del castagno.

A pavimento, il gres porcellanato della collezione Pigmento di Quintessenza Ceramiche si distingue per la superficie opaca beige con un andamento delicato e una sfumatura cromaticamente stonalizzata: nel formato a listello 6×37 cm (spessore 8 mm), viene posato anch’esso a spina italiana in perfetta continuità visiva con il parquet della zona giorno. A parete, il rivestimento ceramico in gres porcellanato nei toni Blue Lux e Green Lux, si caratterizza per una superficie vibrante ad effetto maiolica lucida Glossy Shine con stonalizzazione controllata.

Il formato rettangolare 6×24 cm, posato in verticale, crea un fondale dalle sfumature e dai riflessi dinamici, in cui le finiture brillanti spiccano in aperta opposizione alla matericità opaca degli altri ambienti, dimostrando come la ceramica sia stata impiegata come vero e proprio strumento di disegno emotivo e compositivo.

Crediti fotografici: Le immagini sono di proprietà di Expo Parquet (1) e Quintessenza Pigmento (2-3-4-5), utilizzate puramente a scopo illustrativo.

Free Space Factory è uno studio di architettura con sede a Roma, fondato nel 2019 dagli architetti Flavia Rosano e Laura Gramaccini. Si occupa di progettazione architettonica a tutte le scale, a partire dall’impianto urbano con particolare attenzione alle ristrutturazioni di interni e al design. Il nome stesso esprime il concetto di una “fabbrica” di idee e progetti, libera dalle costrizioni di un pensiero preordinato e costruita ad hoc in base alle differenti situazioni, committenti e scale di intervento.

Scopri di più:
www.freespacefactory.it
https://www.instagram.com/freespacefactory/

Credits
Progetto: Clitunno
Studio: Studio Free Space Factory I Arch. Flavia Rosano, Arch. Laura Gramaccini
Luogo: Furio Camillo, Roma
Anno: gennaio 2025
Superficie: 110 mq
Intervento: Ristrutturazione e interior design
Forniture Lozzi: Collezione Pigmento di Quintessenza Ceramiche: Parquet prefinito in rovere Expo-parquet
Fotografie: Riccardo Pelliccia

Articoli recenti

Scrivi le parole chiave da cercare e schiaccia INVIO

Villa Lemke a Berlino progettata da Mies van der RoheProgetto Casa Massaia a Roma: quando il colore trasforma lo spazio